Sangiovese:
È il simbolo per antonomasia della Romagna, oltre che uno dei vitigni più diffusi in Italia. Il nome di un vino tanto leggero lo scoprì Friedrich Sghurr, un austriaco che scrisse il primo dizionario romagnolo agli inizi del Novecento. In esso spiegava come il termine “sangiovese” derivasse dal territorio in cui veniva prodotto e, dal momento che furono i latini a chiamare il colle di Santarcangelo “Monte di Giove”, il succo d’uva che fermentava nelle sue grotte prese il nome di Sangue di Giove, e da lì “sangiovese”. La cosa fece molto piacere ai romagnoli, noti “mangiapreti”, perché il vino non aveva la destinazione di un santo.

Qualità, evoluzione, facili abbinamenti con i prodotti del territorio. Sono questi pregi del “vino di Romagna” che, nell’arco degli ultimi dieci anni, lo hanno sdoganato da vino tradizionale tipico assurgendolo ai tre bicchieri della guida “Gambero Rosso”.
Lo racconta anche Roberto Mascarin dell’azienda vinicola San Valentino, sui colli di Covignano a Rimini, ventotto ettari di vigneti. (continua…)
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